Il giro del mondo degli orfanotrofi, i sorrisi dei bambini e il sogno di Andrea!

Oggi ho con me un ospite di quelli davvero unici e speciali! Quand’ero piccina sognavo di incontrare Roberto Baggio, il mio calciatore del cuore, adesso che sono grande fuori, ma piccina dentro, sogno di incontrare sulla mia strada tante persone come Andrea Caschetto, un ragazzo dal sorriso d’oro che ho pensato di far incontrare anche a te e sono sicura ti piacerà.

Parto proprio dalla storia di questo splendente ragazzo siciliano per raccontarti quanto è grande il suo progetto!

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Andrea e la sua squadra del cuore!

Andrea, hai un tumore nel cervello.

Quando sentii quella frase, non ebbi paura. Forse perché avevo solo 15 anni, forse perché avevo la testa altrove. Scappai di notte dal mio reparto con il camice bianco per andare in una sala a guardare una partita di calcio in televisione, era quella la mia unica paura, il risultato di una partita. Quella notte fu la mia ultima notte piena di ricordi.

Dieci anni fa, esattamente in questo istante, Francesco Dimeco con la sua equipe mi stavano operando al Besta di Milano. L’operazione era difficile, rischiavo di perdere la parola o qualcosa in più. Ma il medico è stato un fenomeno. Ebbi un solo fastidio nel tempo di attesa dovuto a questa operazione, la data. Il 2 Novembre? Mi chiedevo scherzando, perché mi avessero messo in questa data che puzzava di morte. Fra gli amici e i parenti ero l’unico che ci ridevo su. Mi misero sotto i ferri. Il risveglio è stato più difficile del previsto, avevo la difficoltà nell’esprimermi, nel mandare segnali di comprensione. Iniziai a farmi portare per quell’ospedale sulla sedia a rotelle, poi anche in città. Le persone mi fissavano, ma quando muovevo la testa per guardarle, automaticamente toglievano lo sguardo. Prima dell’operazione non studiavo mai e avevo voti altissimi. Seguivo per bene le lezioni e non avevo bisogno di fare esercizi a casa. Dopo mi ritrovai smemorato e con una concentrazione pessima, non memorizzavo più niente. Il cortisone mi fece diventare un cocomero e mi ritrovai ad essere senza pretendenti. Tutte le ragazze che mi corteggiavano in precedenza mi dicevano che ero bello per il carattere, ma dopo l’operazione galvanizzarono nel nulla. Andai tutti i giorni a fare lezioni private di tutte le materie, i dati che mi spiegavano morivano la sera con il mio sonno. Notti che da allora le passo senza sogni, o forse, dimentico anche loro. Persi quell’anno scolastico, perché i professori pensarono che me ne volessi approfittare, che la mia memoria era una scusa perché mi seccava studiare, chiamarono la mia operazione all’emisfero sinistro, un piccolo interventuccio. Il 2 Novembre che data, a tutti rappresenta la morte e a me, la vita. Tutti iniziarono a chiamarmi memoria zero, adoravo quel soprannome. Ogni cosa triste, veniva dimenticata. Fu straordinario come in quell’estate, vari professori del liceo di altri corsi, mi contattarono, invitandomi a ripartire con loro. Che avremmo trovato insieme un metodo per non farmi vedere lo studio, impossibile. Così feci, cambiai corso e iniziai a svolgere le interrogazioni a piccole dosi e i compiti con le formule davanti. I nuovi professori mi volevano bene. Pian piano svanì il mio sogno di diventare magistrato per combattere contro la mafia, perché fare giurisprudenza in questo modo non era la soluzione ideale. 4 anni dopo andai in Africa per la prima volta. Al mio ritorno in Sicilia ero sorpreso, mi ricordavo tutti i volti dei bambini, le attività che avevamo fatto, le emozioni provate. Così ho iniziato a chiedermi il perché di questi ricordi. Ho scoperto grazie a Gianni Golfera, che tutto ciò che colpisce i nostri sentimenti rimane per sempre nella memoria a lungo termine. Così ho iniziato a memorizzare con le emozioni e le immagini. Con questo metodo ho preso una laurea e un master e ho recuperato una buona parte della memoria. Ancora oggi affronto le mie giornate così. Ormai i controlli sono più una scusa per incontrare il mio neurologo, caro amico Giuseppe Didato, perché sono sicuro che non avrò più niente e se lo dovessi riavere, lo riaffronterei con la stessa tranquillità. Anche per questo motivo ho deciso di fare questo viaggio, il giro del mondo per gli orfanotrofi. Per ricordarmelo per sempre. Ancora oggi ci sono città del mio viaggio che non mi ricordo come si chiamano, ma pazienza, l’importante è ricordarsi come fare ridere e divertire i bambini. Quindi avete capito perché questo nuovo look? Per mettere alla luce del sole la mia bianca cicatrice. Per festeggiare con lei e con i miei piccoli amori il mio vero compleanno, 10 anni di piena vita. E poi un messaggio per tutti voi, non avete bisogno di un tumore per amare qualcosa che possiamo perdere ogni giorno. Affrontate le vostre giornate ringraziando la vita. Solo così tutti i vostri problemi, non saranno solo tali, ma saranno delle piccole situazioni da trasformare in positività nel miglior tempo possibile. Grazie a mia mamma che non ha avuto bisogno della mia operazione per capire l’importanza che avessi per lei. Grazie per chi condividerà la storia e mi aiuterà a diffondere il mio progetto.

                                                                      Tratto dalla pagina Facebook di Andrea Caschetto

 

Dopo averla letta oltre ad emozionarmi tanto ho fatto di tutto per portare Andrea al mio microfono per farlo conoscere anche a Voi. L’ho inseguito per 5 mesi e finalmente eccolo qua!

 

Andrea ci saluta così…

Ciao a tutti gli amici di Viaggi e Sorrisi! Rispondo dopo, giugno, luglio, agosto, settembre e ottobre, sono esattamente 5 mesi ma 5 possono essere anche le dita della mano, e con la mano si possono fare tante cose, soprattutto aiutare gli altri (ed io non mi fermo mai) e quindi abbiate pazienza ma finalmente eccomi qua! Sono appena tornato da Monte San Giusto dove sono stato premiato come “clown del cuore”. La chiamano la città del sorriso, quindi quale miglior evento per poterti rispondere.

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Andrea a Monte San Giusto “Clown del Cuore”

1) Andrea raccontaci un po’ di te, la tua vita è cambiata quando…

La mia vita è sempre stata la stessa ma ho avuto 2 grandi cambiamenti. Il primo quando ho fatto l’operazione alla testa e sono diventato uno smemorato e quindi ho dovuto cambiare un po’ i progetti della mia vita. La seconda quando sono stato in Sudafrica e da quel viaggio mi sono portato delle fortissime emozioni che mi hanno fatto ritornare la memoria a 19 anni e da allora ho iniziato a girare e viaggiare mentre studiavo e sono riuscito a prendere i miei titoli di studio fino al Master e a girare tutto il mondo.

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Andrea, i bambini e la sua cicatrice

2) Ci sono tante persone che hanno tutto  eppure si sentono perdutamente tristi, tu dove trovi la forza di sorridere sempre?

Ci sono tantissime persone che hanno tutto e non sono mai felici.

Io penso che la felicità è una cosa che hanno tutti, non manca a nessuno, io la guardo meglio e molti neanche se ne accorgono di averla. Ti faccio un esempio:Se io metto un dito davanti al mio volto e ti dico:

“Cosa vedi?”

Tu molto probabilmente mi risponderai: “Un dito!”

Beh, allora mi sono nascosto bene perché io ero lì dietro!

Delle cose più grandi e belle neanche ce ne accorgiamo, pensa al sole e alle stelle,  chi è che la notte si mette a guardare le stelle? Io lo faccio tutti i giorni e così faccio con la felicità.

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Siate felici come i bambini..

3) Hai girato il mondo, mi racconti cosa ti ha colpito di più in questi viaggi?

Sì ho girato il mondo e al di là delle meraviglie del creato  sono 2 le cose che mi hanno colpito di più. Una è che nonostante le culture siano diverse i bambini sono tutti uguali.

La seconda l’accoglienza del 100% delle persone alle quali ho chiesto ospitalità. Tutti e dico tutti hanno aperto la porta a questo sconosciuto di nome Andrea, tutte queste persone che vivono nella povertà ogni volta che ho raccontato il mio progetto mi hanno spalancato le loro porte. Immagina se un extracomunitario bussasse alla nostra porta…quale sarebbe l’accoglienza?

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Accoglie e sarai accolto…ovunque in questo mondo!

4) La tua vita è un dono continuo verso agli altri, qual è il regalo che ricevi in cambio ogni giorno?

Io per aiutare gli altri aiuto me stesso perché quando uno fa del bene per gli altri si sente proprio felice. Quindi io credo che il regalo che ricevo è la voglia di continuare a donare. Propongo a tutti di fare del bene per sentirsi meglio e per essere davvero felici. Tutti abbiamo la felicità in dotazione, basta metterla in pratica!

E’ come quel bel vestito che abbiamo rinchiuso nell’armadio…ce l’hai ma se non  lo indossi mai come fai a goderne e come fanno a goderne gli altri? Così la felicità! Indossatela ogni giorno e siate splendenti più del sole!

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Il meraviglioso sorriso di Andrea

5) Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Domani mi opero alle tonsille intanto, quindi uno dei progetti per il futuro è di parlare il prima possibile perché parlo tanto. Poi il 19 ottobre esce il mio libro “Dove nasce l’arcobaleno” e non vedo l’ora di sentire i commenti della gente. Chi dirà “Wow”, chi “Che schifo” chi “Lungo”chi “Strano” non lo so!

E se sei curioso di sapere qualcosa in più del suo libro eccone una brevissima sintesi…

“Saranno sette storie di bambini incontrati in altrettanti orfanotrofi nel mondo delle svariate decine che ho visitato. Ogni bimbo sarà chiamato con un colore dell’arcobaleno, per tutelare la sua privacy e per dare un senso di speranza per il loro futuro”

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Il libro di Andrea Caschetto

6) Caro Andrea tu per me sei un eroe, lasciamoci con una frase, una di quelle che fanno sorridere il cuore…

Io ti direi una frase che a me piace tantissimo che ho scritto io e pensavo l’avesse scritta qualcun altro e invece l’ho cercata su google e l’ho scritto proprio io (sorriso…)

Qual è la differenza tra il sorriso dei grandi e quello dei bambini?

La durata!

Quindi ecco, spero che tutti possano prendere l’esempio dai bambini e che tu Marta diventi un eroe per tantissimi altre persone, perché basta veramente poco, regalare felicità è la cosa più bella del mondo!

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Regala sorrisi, riceverai Amore!

Ah dimenticavo, l’impegno e i sorrisi di Andrea non sono passato di certo inosservati, anche l’ONU l’ha chiamato a raccontare la sua gioia nel donare, il 20 marzo 2016, proprio in occasione della Giornata mondiale della Felicità, ha parlato davanti all’assemblea generale dell’Onu, davvero un momento indescrivibile, così come la standing ovation che gli è stata tributata…guardate qua, non è incredibile quello che riesce a fare?

L’entusiasmo di Andrea è stravolgente, la sua forza e il suo coraggio anche…

Grazie caro Andrea per i tuoi insegnamenti e grazie per averci raccontato la tua emozionante storia d’amore!

Per saperne di più sul grandioso progetto di Andrea visita la sua Pagina Facebook

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Immagini tratte dalla pagina Facebook di ©Andrea Caschetto 

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